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Todi, centro storico e dintorni: itinerario nel cuore dell'Umbria

Todi è una delle gemme dell'Umbria, arroccata su una collina che domina la valle del Tevere. Scopri la straordinaria bellezza medievale di questo borgo, segui l'itinerario consigliato.

Todi è uno dei borghi più affascinanti dell’Umbria, un centro storico medievale raccolto ma ricchissimo di chiese, palazzi e scorci panoramici, circondato da colline e vigneti che invitano a rallentare il passo. In questo itinerario scoprirai cosa vedere a Todi tra piazze monumentali, percorsi sotterranei, parchi d’arte contemporanea e dintorni verdi, con consigli pratici pensati per chi arriva con il pullman di Itabus e si muove a piedi.


Cosa visitare nel centro storico di Todi


Panorama di Todi


L'itinerario nel centro storico di Todi non può che iniziare da Piazza del Popolo, considerata una delle piazze medievali più belle d'Italia. Questo spazio armonioso e perfettamente proporzionato è il risultato di secoli di stratificazione architettonica e rappresenta il vero salotto della città.


Affacciandoti sulla piazza puoi riconoscere il Palazzo del Popolo, uno dei palazzi comunali più antichi d’Italia, collegato al duecentesco Palazzo del Capitano e al più tardo Palazzo dei Priori, tutti oggi sede di musei e della Pinacoteca Civica. Questo sistema di edifici medievali racconta la storia comunale di Todi e offre ambienti interni in cui scoprire reperti etruschi e romani, opere pittoriche e sculture che arricchiscono la visita oltre la semplice passeggiata all’aperto. Questa concentrazione di architetture medievali e rinascimentali crea un insieme scenografico di rara bellezza, tanto che la piazza è stata utilizzata come set per numerose produzioni cinematografiche.


Centro Storico di Todi


Chiese da vedere a Todi


Chiese da Visitare a Todi


Sul lato nord di Piazza del Popolo si erge la maestosa scalinata che conduce alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, il principale edificio religioso di Todi. Costruita tra il XII e il XIV secolo, la cattedrale rappresenta una sintesi perfetta tra romanico e gotico.

La facciata presenta un grande rosone centrale, elemento caratteristico del gotico italiano, circondato da tre portali riccamente decorati. Il portale maggiore conserva ancora gli stipiti e l'architrave originali del XII secolo, con decorazioni che richiamano motivi vegetali e geometrici tipici del romanico umbro.


Uno degli elementi di maggior pregio della cattedrale è senza dubbio il coro ligneo, un capolavoro di intarsio del XVI secolo realizzato da maestranze locali che dimostra l'eccezionale abilità degli artigiani tuderti. 


Scendendo nella cripta, si accede a uno degli ambienti più antichi e suggestivi dell'intero complesso. Qui, tra volte basse sostenute da tozze colonne con capitelli romanici finemente scolpiti, si conservano affreschi del XIII secolo che raccontano storie sacre con quella freschezza narrativa tipica della pittura medievale umbra. 


Tornando nella navata principale, non si può non rivolgere lo sguardo verso la parete di fondo, dove campeggia un monumentale Giudizio Universale, grande affresco attribuito a Ferrau da Faenza e datato 1596. La forza espressiva dell'affresco, con i suoi contrasti drammatici tra la luce della salvezza e le tenebre della dannazione, colpisce ancora oggi i visitatori.


La luce che filtra dalle vetrate policrome crea un'atmosfera suggestiva che varia nelle diverse ore del giorno. È soprattutto nelle ore pomeridiane che la cattedrale rivela la sua magia più intensa: quando i raggi del sole penetrano dalle finestre della navata meridionale, illuminano gli altari laterali e fanno brillare i dettagli dorati degli arredi sacri, creando giochi di luce e ombra che esaltano la tridimensionalità dello spazio architettonico.


Chiesa san Fortunato


La chiesa di San Fortunato, posta sul punto più alto del borgo, è un altro luogo imprescindibile per chi si chiede cosa vedere a Todi oltre alla piazza principale. Il suo interno custodisce le spoglie del poeta e religioso Jacopone da Todi, figura centrale della spiritualità medievale, e il campanile visitabile offre uno dei panorami più spettacolari sulle colline umbre, da consigliare nelle ore del tardo pomeriggio per una luce più morbida.


L'importanza di San Fortunato nel tessuto religioso e culturale di Todi è testimoniata anche dal fatto che qui si celebrano le funzioni più solenni e che la chiesa è considerata, per certi versi, più significativa della stessa Cattedrale nella devozione popolare tudertina. La festa di San Fortunato, patrono della città, vede proprio questa chiesa al centro delle celebrazioni, con processioni e riti che affondano le radici in tradizioni secolari.


Santa Maria della Consolazione


Scendendo verso la parte bassa della città, fuori dalle mura, il Tempio di Santa Maria della Consolazione è una tappa fondamentale in qualsiasi itinerario dedicato al centro storico di Todi. Si tratta di un imponente edificio tardo-rinascimentale, a pianta a croce greca e dominato da una grande cupola, considerato uno dei capolavori architettonici umbri del XVI secolo e spesso attribuito al grande architetto Bramante.


La chiesa si trova isolata nel verde, incorniciata da campi e viali alberati, e per questo è perfetta da raggiungere a piedi dal centro per una breve passeggiata panoramica fuori dalle rotte più affollate. 

Al suo interno si conservano un’immagine venerata della Madonna e un osso ritenuto appartenere a un animale preistorico, che la tradizione popolare ha trasformato nel resto di un drago, alimentando leggende e racconti di guarigioni miracolose.


Perché Todi si chiama così


L'origine del nome Todi è avvolta in una leggenda affascinante che affonda le radici nell'epoca della fondazione etrusca della città. 

Secondo la tradizione più accreditata, il nome deriverebbe dal termine etrusco "Tutere" che successivamente si trasformò nel latino "Tuder" o "Tudertum", da cui l'attuale denominazione italiana.


La leggenda più poetica e diffusa tra gli abitanti racconta che i fondatori della città, alla ricerca del luogo ideale dove stabilirsi, si fossero fermati a pranzo nella valle sottostante. Mentre consumavano il pasto, un'aquila (in dialetto locale detta "tòdo") avrebbe rubato la tovaglia su cui era apparecchiato il pranzo, volando fino alla sommità della collina dove poi si sarebbe posata. 

Gli antichi abitanti interpretarono questo evento come un segno divino e decisero di fondare la città proprio in quel punto, dandole il nome dell'aquila che aveva indicato loro il luogo sacro.


Questa leggenda è così radicata nella tradizione locale che l'aquila è diventata il simbolo araldico di Todi, presente nello stemma cittadino e riprodotta in numerose sculture e decorazioni sparse per la città. Le quattro aquile di pietra che sorvegliano gli angoli del Tempio della Consolazione sono proprio un omaggio a questa antica storia fondativa.


Dal punto di vista storico e linguistico, gli studiosi propendono per un'etimologia che riconduce il nome alla radice etrusca legata al concetto di "confine" o "altura", perfettamente coerente con la posizione strategica della città su un colle che domina la valle del Tevere. 


Nel corso dei secoli, il nome ha subito alcune variazioni: nel Medioevo si trovano documenti che citano "Tuderti", "Tudertus" o semplicemente "Todi", forma che si è poi definitivamente consolidata nell'uso moderno. Anche gli abitanti hanno mantenuto l'appellativo derivato dall'antico nome latino: ancora oggi i cittadini di Todi si definiscono orgogliosamente "tuderini" o "tuderti", mantenendo viva la connessione con le radici millenarie della loro città.


Che si preferisca credere alla suggestiva leggenda dell'aquila o all'interpretazione più prosaica degli studiosi, il nome di Todi continua a evocare quella dimensione di sacralità e di scelta provvidenziale che caratterizza questa città sospesa tra cielo e terra, tra storia e leggenda.


Todi insolita: luoghi fuori dai circuiti turistici


Luoghi Insoliti a Todi


Fonte Scarnabecco è una delle tappe più particolari da inserire in un itinerario su Todi, soprattutto se cerchi un luogo legato alla memoria storica e alla dimensione più “quotidiana” della città medievale. 


Le fonti come questa erano infatti punti vitali per l’approvvigionamento idrico, ma anche spazi di socialità, dove la comunità si ritrovava per attingere acqua, lavare i panni, scambiarsi notizie. Oggi la Fonte Scarnabecco conserva il fascino di un’architettura semplice e funzionale, immersa in un contesto verde e un po’ defilato rispetto alle vie più battute, che permette di cogliere in modo concreto come vivevano gli abitanti di Todi lontano dai palazzi nobiliari e dalle grandi chiese. 


Raggiungerla significa affacciarsi su un pezzo di storia “minore” ma significativa, ideale per chi ama fotografare scorci autentici, fare una breve passeggiata fuori dal flusso turistico e completare la visita con un tassello che racconta il rapporto profondo tra la città e la sua acqua.


Tra le altre attrazioni poco conosciute segnaliamo le Cisterne Romane, un complesso sistema di raccolta e conservazione dell'acqua risalente al I secolo a.C. 

Queste cisterne, scavate nel tufo e rivestite in cocciopesto (un impasto impermeabile di calce e frammenti di ceramica), rappresentano un capolavoro di ingegneria idraulica romana.


Il sistema è composto da oltre 30 cisterne collegate tra loro da cunicoli, per una capacità complessiva di circa 5 milioni di litri d'acqua. L'acqua piovana veniva raccolta da apposite canalizzazioni e filtrata prima di essere immagazzinata, garantendo l'approvvigionamento idrico della città anche durante i periodi di siccità o in caso di assedio.


La visita alle cisterne romane è un'esperienza suggestiva e insolita. Scendendo nel sottosuolo attraverso stretti passaggi, ci si ritrova in ambienti dalle volte alte fino a 5 metri, dove il silenzio è rotto solo dal gocciolare dell'acqua. L'illuminazione studiata esalta la struttura architettonica e crea giochi di luce e ombra sulle pareti umide.


Le cisterne sono accessibili con visite guidate che partono dal Museo Civico. 


Cosa vedere nei dintorni di Todi


Cosa vedere vicino Todi


Il Parco Fluviale del Tevere è una grande area naturale protetta che segue il corso del Tevere per circa 50 km nel tratto umbro, includendo anche il territorio comunale di Todi. Dal centro storico ci si sposta verso valle in pochi chilometri, in direzione del ponte di Montemolino e delle aree lungo fiume, raggiungendo in breve tempo i primi accessi ai sentieri e ai punti panoramici del parco. Visitare il Parco Fluviale del Tevere significa affacciarsi su gole, rive alte e tratti più placidi del fiume, con possibilità di trekking, cicloturismo, osservazione dell’avifauna e, in alcuni tratti, attività come canottaggio e speleologia, il tutto immersi in un paesaggio di ulivi, vigneti e boschi che offre una cornice perfetta per chi vuole alternare la visita urbana di Todi a momenti di natura autentica.


A circa 15 km da Todi, consigliamo di visitare Massa Martana, un borgo medievale che conserva intatto il suo aspetto originario, con mura fortificate e un centro storico raccolto intorno alla chiesa di San Felice. Nei dintorni si trovano i resti delle antiche terme romane di San Faustino, un complesso termale del I secolo d.C. che testimonia l'importanza dell'area in epoca romana.


Todi Centro dell'Umbria


Cosa mangiare a Todi di tipico


Specialità da mangiare a Todi



La cucina tudertina affonda le radici nella tradizione contadina umbra, con piatti semplici ma ricchi di sapore che celebrano i prodotti del territorio. 


Tra le specialità più caratteristiche spiccano le palombe alla leccarda, piccioni preparati secondo un'antica ricetta della tradizione venatoria locale. Questo piatto, considerato il simbolo della cucina tudertina, prevede la cottura degli uccelli in un tegame forato posto sopra una leccarda, dove vengono raccolti i succhi di cottura arricchiti con fegatini, che vengono poi utilizzati per intingere crostini di pane abbrustolito.


La pasta fresca fatta in casa è protagonista di molte ricette locali. I lombrichelli, chiamati anche umbrici, sono una pasta tirata a mano simile ai pici toscani ma leggermente più spessa, che viene tradizionalmente condita con sugo di lepre dalla cottura lenta e prolungata, oppure con il prezioso tartufo nero dei boschi circostanti o con l'aglione, un condimento a base di aglio e pomodoro dal sapore intenso.


La torta al testo rappresenta una delle preparazioni più antiche e popolari del territorio. Si tratta di una focaccia senza lievito cotta su una piastra di ghisa rovente chiamata appunto "testo", che viene farcita ancora calda con salumi locali, formaggi, verdure di stagione grigliate o semplicemente con un filo di olio extravergine d'oliva.


Nel periodo pasquale, sulle tavole tudertine non può mancare la torta di Pasqua salata, anche conosciuta come pizza di Pasqua o crescia. Questo soffice pane arricchito con abbondante formaggio pecorino grattugiato viene consumato tradizionalmente a colazione il giorno di Pasqua, accompagnato da uova sode, salumi stagionati e coratella d'agnello, in un trionfo di sapori che celebra la fine della Quaresima.


Tra i dolci tradizionali, la rocciata è senza dubbio la regina della pasticceria tudertina. Questo dolce ricorda nella forma uno strudel ed è composto da una sfoglia sottilissima arrotolata su se stessa e ripiena di mele, noci tritate, uvetta ammollata nel vinsanto, pinoli, cacao amaro e una spolverata di cannella.


Quando visitare Todi


Todi è una meta piacevole tutto l’anno, ma i periodi migliori per visitarla sono la primavera e l’autunno, quando il clima è mite, le giornate sono abbastanza lunghe e le colline intorno alla città regalano colori particolarmente intensi, tra verdi brillanti e sfumature dorate. 


In questi mesi è più facile alternare visite al centro storico, salite ai campanili e passeggiate verso Santa Maria della Consolazione o il Parco Fluviale del Tevere senza soffrire troppo caldo o freddo, sfruttando anche le ore centrali del giorno. 

L’estate è indicata per chi ama eventi serali, festival e cene all’aperto: in questo caso conviene concentrare le visite più impegnative al mattino presto o nel tardo pomeriggio, lasciando le ore più calde a musei, sotterranei o soste nei parchi ombreggiati. 


L’inverno, infine, può essere interessante per chi cerca una Todi più quieta e intima: le giornate sono più corte e fresche, ma la minor affluenza permette di vivere con calma piazze, chiese e scorci panoramici, approfittando anche della cucina tipica più ricca e sostanziosa, ideale nella stagione fredda.


Todi non si esaurisce in una visita: si sedimenta nella memoria, diventa un punto di riferimento, un luogo dell'anima dove tornare quando si ha bisogno di bellezza, armonia e autenticità. Perché, come scriveva il poeta Jacopone da Todi nel XIII secolo, questa città ha qualcosa di speciale, una dimensione spirituale e poetica che continua a parlare al cuore dei visitatori anche dopo otto secoli.


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