Torino e dintorni: cosa vedere in un weekend?

Se stai cercando un itinerario da percorrere in un weekend per scoprire cosa vedere vicino Torino, leggi i nostri consigli e parti in viaggio con Itabus!

Torino è una di quelle città che invitano a trattenersi più del previsto. 

Ma limitare un weekend al solo centro storico significa rinunciare a una parte importante del viaggio. Basta allargare lo sguardo oltre i grandi viali cittadini per incontrare residenze sabaude, abbazie arroccate sulle montagne, borghi medievali, laghi e alcuni dei luoghi più interessanti dell'arte contemporanea italiana.


Due o tre giorni sono sufficienti per alternare la città a una o due escursioni nei dintorni, purché si scelgano destinazioni compatibili tra loro e non si provi a concentrare tutto nello stesso viaggio.


Arrivare a destinazione è semplice: basta prenotare un viaggio a Torino con Itabus, scegliere da dove partire e fare il tragitto comodamente in pullman. In questo modo si arriva in centro e da lì è molto semplice organizzare un itinerario nei dintorni, trascorrendo una vacanza davvero memorabile in Piemonte.


Come organizzare un weekend a Torino e dintorni


La provincia di Torino è vastissima e passa in pochi chilometri dalla pianura alle valli alpine. Inserire nello stesso giorno, ad esempio, Venaria Reale, la Sacra di San Michele e Susa può sembrare possibile guardando una cartina, ma trasforma un weekend in una corsa tra biglietterie e orari di chiusura.

Meglio scegliere un tema o un'area geografica. Un weekend dedicato alle residenze sabaude può combinare Torino con Venaria, Stupinigi o Rivoli. Chi preferisce paesaggi, borghi e Medioevo può puntare verso Avigliana e la Sacra di San Michele. Gli appassionati di archeologia possono dedicare una giornata a Susa e ad altri borghi nei paraggi.

Anche la stagione cambia molto l'esperienza. Primavera e inizio autunno sono probabilmente i periodi più versatili per alternare visite culturali e passeggiate. 

L'estate consente di spingersi più facilmente verso laghi e montagne; l'inverno, invece, invita a concentrarsi maggiormente su musei, residenze e centri storici.


Villa della Regina: Torino osservata dalla collina


Villa della Regina Patrimonio Unesco


Una tappa che merita attenzione, soprattutto se hai già visto le attrazioni più conosciute di Torino, è Villa della Regina.

Siamo ancora nel territorio comunale di Torino, ma l'atmosfera cambia rapidamente. Il complesso nacque all'inizio del Seicento come "vigna" voluta dal principe Maurizio di Savoia, figlio di Carlo Emanuele I. Nel corso del secolo la residenza fu trasformata e ampliata, fino agli interventi legati ad Anna d'Orléans e all'opera di Filippo Juvarra.

Il motivo per inserirla in un weekend non è soltanto storico.

Villa della Regina permette di comprendere quanto il rapporto tra Torino e la dinastia sabauda non si limitasse ai palazzi del centro. Residenza, giardini e collina formavano un unico sistema scenografico pensato per mettere in relazione architettura e paesaggio.

È una scelta particolarmente efficace per la mattina del primo giorno dell'itinerario: consente di restare a Torino evitando però di replicare il percorso più turistico.

Per una panoramica sui posti da visitare a Torino, consigliamo di leggere la nostra guida dedicata e di prenotare un soggiorno più lungo per vedere tutte le migliori attrattive che riserva la città.

Prima di lasciare la città vale la pena dedicarle almeno qualche ora, ma andando oltre i luoghi più famosi.


Museo d'Arte Urbana, il percorso a cielo aperto a Torino


Prima di iniziare un'escursione nei dintorni, vale la pena esplorare un luogo che spesso non è incluso nelle canoniche guide turistiche di Torino: il MAU – Museo d'Arte Urbana, nel Borgo Campidoglio.

Non aspettarti il tradizionale museo con biglietteria, sale e teche. Il MAU è un percorso artistico diffuso tra le strade di uno storico quartiere popolare nato nel 1853, caratterizzato ancora oggi da case relativamente basse, vicoli e una struttura urbana molto diversa dalle grandi prospettive rettilinee del centro torinese.

Sui muri del borgo si trovano oltre 200 opere, trasformando Campidoglio in un museo a cielo aperto.

È una Torino completamente differente da quella monumentale di Piazza Castello. Qui la visita funziona soprattutto lasciandosi guidare dalle facciate, osservando come le opere contemporanee interagiscono con balconi, cortili, botteghe e architettura quotidiana.

Il progetto è interessante anche perché non si limita alla logica della street art intesa come decorazione. L'arte entra nella vita del quartiere e diventa parte della sua identità. È quindi una buona tappa per chi ha già visitato Torino in passato e cerca qualcosa che difficilmente compare nelle classiche liste dei dieci monumenti da fotografare.

Se il weekend è breve, un paio d'ore sono sufficienti per avere un assaggio del quartiere senza sacrificare il resto dell'itinerario.


Alla scoperta delle Residenze Sabaude


Quattro mete che abbiamo incluso in questo itinerario hanno conseguito lo stesso riconoscimento: nel 1997 il circuito delle Residenze Sabaude è stato iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Non si tratta di un solo palazzo ma di un sistema di residenze nate attorno a Torino quando la città divenne capitale del ducato sabaudo: palazzi in città, regge di caccia nella campagna, castelli sulle colline.

Questo insieme è soprannominato "corona di delizie", perché cinge la città di Torino da ogni lato.

In totale le residenze sono 22, le 4 che consigliamo sono: la Villa della Regina, la Reggia di Venaria, la Palazzina di Stupinigi e il Castello di Rivoli.

Alla Venaria conviene riservare diverse ore. Reggia, spazi espositivi, architetture e giardini formano un complesso così ampio che arrivare con l'idea di "vederlo in fretta" significa rinunciare proprio alla sua caratteristica principale: la monumentalità.

La visita permette inoltre di osservare il sistema delle Residenze Reali Sabaude fuori dal centro di Torino e di comprendere come il potere della corte fosse organizzato attraverso una rete di palazzi, residenze di loisir e territori.

Una delle esperienze più interessanti è attraversare gli ambienti senza limitarsi alla ricerca delle sale più fotografate. Il valore della Venaria emerge infatti dal rapporto tra sequenze architettoniche, decorazioni, affacci e giardini.


Visitare la Reggia di Venaria vicino a Torino


Per un weekend, la soluzione migliore è dedicarle almeno mezza giornata, evitando di aggiungere nello stesso momento un'altra grande residenza.


Palazzina di Caccia di Stupinigi: tra cervi, Napoleone e un elefante


Visitare Stupinigi


A circa 10 chilometri da Torino, nel territorio di Nichelino, la Palazzina di Caccia di Stupinigi è il capolavoro con cui Filippo Juvarra costruì, a partire dal 1729, la residenza per le battute di caccia e le feste dei Savoia. 

L'edificio si sviluppa a forma di croce di Sant'Andrea attorno a un grande Salone Centrale ovale a doppia altezza, coperto da una cupola a "barca rovesciata" e decorato con affreschi in trompe-l'oeil sul tema della caccia, opera dei fratelli Domenico e Giuseppe Valeriani tra il 1731 e il 1733. 

Secondo la Fondazione Ordine Mauriziano, il palazzo conta 137 camere e 17 gallerie.

In cima alla cupola si vede il cervo simbolo della residenza, ma si tratta di una copia. L'originale, realizzato da Francesco Ladatte nel 1766 in bronzo, rame e foglia d'oro, si trova oggi nella scuderia juvarriana, dove ha inizio il percorso di visita. Il percorso prosegue poi in biblioteca, nel Salone Centrale, negli appartamenti del re e della regina, nella cappella di Sant'Uberto e nell'appartamento di Levante. Tra gli arredi spiccano le opere dell'ebanista Pietro Piffetti e dello scultore Giuseppe Maria Bonzanigo.

Stupinigi custodisce storie poco note:

La carrozza di Napoleone. Nel percorso è esposta una berlina di gala realizzata nel 1805 dal carrozziere parigino Jean-Ernest-Auguste Getting. Napoleone si fermò a Stupinigi con Giuseppina nel 1805, durante il viaggio verso Milano per l'incoronazione a Re d'Italia. La carrozza passò poi a Maria Luigia d'Austria, e nel 1953 fu acquistata dal sensitivo Gustavo Adolfo Rol, che la fece restaurare a Torino: dal 3 giugno 1955 è destinata alla Palazzina.

Lo zoo reale. Dopo l'epoca delle grandi cacce, nell'Ottocento Stupinigi ospitò un giardino zoologico, più precisamente una ménagerie, ovvero una selezione di animali selvatici ed esotici, tra cui struzzi, canguri e un elefante di nome Fritz, dono del viceré d'Egitto al re Carlo Felice.


Castello di Rivoli: dal mondo sabaudo all'arte contemporanea


Rivoli Arte Contemporanea


Sulla collina morenica a pochi chilometri da Torino, con vista sulla Val di Susa e sulle Alpi, il Castello di Rivoli ospita dal 1984 il Museo d'Arte Contemporanea. 

Fu ristrutturato dall'architetto Andrea Bruno ed è considerato un riferimento per l'arte contemporanea in Italia. La collezione comprende opere di Arte Povera con lavori di Mario Merz, Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto, oltre a Maurizio Cattelan e Sol LeWitt, in molti casi concepite per gli ambienti del castello.

Il contrasto tra le sale storiche e gli interventi contemporanei è il motivo per cui Rivoli funziona bene anche per chi di solito non ama i musei d'arte moderna. La Manica Lunga, nata per ospitare la pinacoteca di Carlo Emanuele I, è un edificio che mostra oggi le grandi vetrate volute dal restauro di Andrea Bruno.

Merita attenzione anche la Collezione Cerruti, una raccolta privata di quasi trecento opere comprendente pittura, scultura, mobili, tappeti e libri, con lavori che attraversano secoli di storia dell'arte, dal Medioevo fino al Novecento.


Sacra di San Michele, l'abbazia sul monte Pirchiriano


Sacra di San Michele in Val di Susa


Se c'è un luogo capace di sintetizzare il paesaggio alpino piemontese e la storia medievale, è la Sacra di San Michele.

Il complesso religioso domina il Monte Pirchiriano all'imbocco della Val di Susa e le sue origini vengono collocate tra il 983 e il 987, quando fu costruito per volere del conte Ugo di Montboissier, giunto sul monte come penitente; sul monte viveva già l'eremita Giovanni Vincenzo. Dal 1836 la Sacra è affidata ai padri rosminiani e dal 1994 la Regione Piemonte la considera simbolo monumentale del Piemonte.

La posizione è parte integrante dell'esperienza. La Sacra non è una chiesa che potrebbe trovarsi indifferentemente altrove: il rapporto tra edificio, roccia e vallata è essenziale per comprenderne il fascino. Il percorso individuale comprende il belvedere, lo Scalone dei Morti, la Porta dello Zodiaco, la chiesa, la terrazza panoramica e le rovine del Monastero Nuovo.


Avigliana, Medioevo e laghi nello stesso giorno


Avigliana Borgo Medievale


Una delle tappe più suggestive per un weekend nei dintorni di Torino è Avigliana, perché riunisce in uno spazio relativamente raccolto due anime differenti: il borgo medievale e il paesaggio dei laghi.

La parte storica conserva porte, torri, edifici gotici e resti della cinta muraria. Uno degli spazi più evocativi è Piazza Conte Rosso, sviluppatasi nel Borgo Nuovo medievale e ancora oggi incorniciata da edifici porticati databili tra XIII e XV secolo, pur con successive trasformazioni.

Poco distante si trova la Torre dell'Orologio, mentre salendo verso il Monte Pezzulano si raggiungono i ruderi del Castello di Avigliana.

La fortificazione ha origini antiche: la prima costruzione viene collegata ad Arduino il Glabro nel X secolo. Dopo secoli di utilizzo militare, il castello fu definitivamente demolito nel 1691 dalle truppe francesi guidate dal generale Catinat. Oggi le rovine costituiscono una risorsa all'aperto liberamente accessibile.

Non serve però trasformare la giornata in una successione di monumenti.

La particolarità di Avigliana sta proprio nel poter passare dalle architetture medievali al Parco naturale dei Laghi di Avigliana, circa 400 ettari caratterizzati da ambienti differenti: rilievi collinari, area paludosa dei Mareschi e i due laghi.

Il Lago Grande è quello maggiormente legato alle attività sull'acqua, mentre il Lago Piccolo conserva un'atmosfera più raccolta ed è circondato da percorsi adatti alle passeggiate.

Per un turista che dispone di appena due giorni, Avigliana offre quindi qualcosa di prezioso: la possibilità di alternare storia e natura senza dedicare l'intera giornata a un'unica attrazione monumentale.


Susa, una città romana nascosta tra le Alpi


Arco di Augusto


Proseguendo idealmente lungo la Val di Susa si arriva a una delle destinazioni più sottovalutate del Piemonte: Susa.

Molti la conoscono soltanto come località attraversata durante i viaggi verso le montagne. In realtà possiede una concentrazione sorprendente di testimonianze romane e medievali.

La posizione della città è strategica da millenni, alla confluenza degli itinerari verso i passi del Moncenisio e del Monginevro. Proprio questa collocazione trasformò Susa in un punto di passaggio fondamentale prima per il mondo romano, poi per i Savoia e per i pellegrini della Via Francigena.

L'itinerario può iniziare da Porta Savoia, o Porta del Paradiso, struttura romana databile tra III e IV secolo. Accanto si trova la Cattedrale di San Giusto, fondata nel 1027 e successivamente trasformata.

Ma è l'Arco di Augusto a sorprendere maggiormente chi arriva per la prima volta.

La struttura, in marmo bianco, fu realizzata nell'8 a.C. lungo l'antica strada diretta verso il Monginevro e celebrava il rapporto tra Roma e il regno dei Cozii.

Nella stessa area si trovano altre testimonianze della Segusio romana: resti dell'acquedotto, mura e anfiteatro.

Per contestualizzare ciò che si osserva all'aperto può essere utile visitare il Museo Civico Archeologico nel Castello di Adelaide. Il percorso ricostruisce la storia del territorio dal Neolitico all'età del Ferro e dedica diverse sale allo sviluppo della città romana.

La forza di Susa sta nella scala urbana. Non ci si trova davanti a un grande sito archeologico separato dalla città moderna: monumenti romani, edifici medievali e abitato contemporaneo convivono a pochi passi gli uni dagli altri.

Per questo è una delle migliori destinazioni per chi si domanda cosa vedere nei dintorni di Torino avendo soltanto mezza giornata o una giornata a disposizione.


Lanzo Torinese e il Ponte del Diavolo


Ponte del Diavolo a Lanzo Torinese


Per un itinerario meno prevedibile si può scegliere Lanzo Torinese, porta d'accesso alle omonime valli.

Il centro conserva testimonianze medievali, ma la vera attrazione è il Ponte del Diavolo, uno dei monumenti simbolo dell'area.

Il ponte fu costruito nel 1378 per collegare Lanzo alla riva destra della Stura. La struttura presenta un'unica grande arcata a schiena d'asino, alta circa 16 metri e con una luce (cioè la distanza compresa tra due appoggi successivi) di circa 37 metri.

Proprio l'audacia della costruzione alimentò nel tempo la leggenda secondo cui soltanto il diavolo avrebbe potuto realizzarla.

Il paesaggio circostante rafforzò ulteriormente il mito. L'erosione delle acque ha infatti scavato nella roccia le cosiddette Marmitte dei Giganti, cavità che nell'immaginario popolare divennero pentole utilizzate dal diavolo.

Al di là della leggenda, è interessante osservare come qui storia dell'ingegneria medievale e paesaggio naturale si sovrappongano perfettamente.

Il Ponte del Diavolo fa parte di un'area naturale che consente di prolungare la visita con una passeggiata. Nel borgo si possono poi cercare altre tracce del passato medievale, tra cui la Torre del Castello, risalente all'XI secolo.

È una destinazione adatta soprattutto a chi è già stato a Torino e vuole utilizzare il weekend per scoprire una parte della provincia meno presente nei grandi circuiti turistici.


L'Abbazia di Novalesa: una deviazione per chi cerca silenzio e storia


Cose da Vedere nei Dintorni di Torino


Tra le cose da vedere a Torino e dintorni che meritano maggiore attenzione c'è anche l'Abbazia dei Santi Pietro e Andrea di Novalesa, nei pressi di Susa.

Fondata nel 726, l'abbazia ha celebrato nel 2026 il tredicesimo centenario della fondazione con un programma di iniziative culturali e religiose.


La posizione, ai piedi delle Alpi, permette di comprendere immediatamente perché un monastero potesse avere in passato un ruolo così importante lungo gli itinerari transalpini.

Novalesa è soprattutto una destinazione per chi vuole rallentare.


Il valore dell'esperienza risiede nell'atmosfera monastica, nella storia del complesso e nel paesaggio circostante.

Le modalità di visita richiedono inoltre un minimo di pianificazione. Le visite turistiche risultano disponibili, in alcuni periodi dell'anno, in specifici orari del sabato e della domenica ed è richiesta la prenotazione via email almeno tre giorni prima. Gli orari cambiano durante l'anno.

La chiesa rimane invece normalmente aperta dall'alba all'imbrunire.

Per questa ragione, prima di inserirla nel programma è indispensabile consultare il sito ufficiale.


Un possibile itinerario consiste nell'associare Novalesa a Susa, dedicando un'intera giornata alla parte più occidentale della valle. È una combinazione particolarmente riuscita perché mette insieme archeologia romana, Medioevo, spiritualità e paesaggio alpino.


Quale destinazione scegliere in base ai propri interessi?


Non esiste un unico itinerario perfetto per visitare Torino e i suoi dintorni.

Chi ama il Medioevo dovrebbe privilegiare Avigliana e Sacra di San Michele.

Chi cerca archeologia troverà a Susa una concentrazione sorprendente di testimonianze romane.

Gli appassionati di architettura e storia sabauda possono scegliere Venaria, Stupinigi e Villa della Regina.

Per l'arte contemporanea, il punto di riferimento è il Castello di Rivoli, eventualmente abbinato al MAU nel Borgo Campidoglio.


Come consiglio pratico, suggeriamo di valutare l'acquisto della Torino+Piemonte Card, la card turistica ufficiale disponibile per 24, 48, 72 o 120 ore consecutive. 


Si attiva al primo ingresso in un sito convenzionato. Attenzione a un dettaglio che molti scoprono tardi: la versione da 24 ore dà diritto a un massimo di tre ingressi gratuiti nel circuito museale, mentre le altre non hanno questo limite.

Tra i luoghi di questa guida, secondo i rispettivi siti ufficiali, l'ingresso è gratuito con la card alla Reggia di Venaria, alla Palazzina di Stupinigi, al Castello di Rivoli e alla Sacra di San Michele, oltre a molte altre attrattive. Per i musei più frequentati è consigliato prenotare la fascia oraria sul portale ufficiale della card prima di partire: la card, inoltre, non dà diritto a saltare la fila.


Pianifica il tuo percorso partendo da Torino, regalati un'esperienza unica in Piemonte in ogni stagione dell'anno.

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