Cose da vedere a Ferrara, città delle biciclette

Ferrara è una città medievale e rinascimentale straordinariamente conservata, leggi questa guida completa per sapere cosa visitare e quali itinerari seguire.

Se sei un viaggiatore a cui piace camminare, se ami visitare a piedi i centri storici di città che sembrano non aver cambiato aspetto nei secoli, se ti piacciono i luoghi con molte storie da raccontare, Ferrara è una meta perfetta.

In questa guida completa troverai tutto ciò che devi sapere per visitare Ferrara: le attrattive principali, i quartieri da esplorare, i piatti tipici da non perdere, qualche angolo meno noto che vale la deviazione, e tutti i consigli pratici per organizzare al meglio il tuo soggiorno.

Parti con Itabus per raggiungere comodamente questa destinazione e segui l'itinerario consigliato qui per vedere tutto l'essenziale anche se hai poco tempo a disposizione.


Il centro storico di Ferrara, Patrimonio dell'Umanità


Cosa vedere nella Città Estense

Il centro storico di Ferrara è uno dei meglio conservati d'Europa. Quando nel 1995 l'UNESCO inserì Ferrara nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità, riconobbe qualcosa di straordinario: una città rinascimentale che non ha subito le devastazioni che hanno segnato molti centri italiani, capace di conservare quasi intatta la sua struttura urbana medievale e rinascimentale.

La città si divide idealmente in due parti: la città medievale, a sud, con le sue strade tortuose e i vicoli ombrosi, e la città rinascimentale a nord, costruita nella seconda metà del Quattrocento per volere di Ercole I d'Este

Quest'ultima è considerata il primo esempio di pianificazione urbana moderna in Italia: strade larghe, rettilinee, case a schiera con facciate regolari, spazi progettati pensando alla vita dei cittadini oltre che alla magnificenza del signore.

Passeggiare nel centro storico è un'esperienza quasi onirica: a ogni angolo si trova qualcosa di interessante, un palazzo antico, una chiesa nascosta, una corte silenziosa. Il traffico è limitato, le auto sono rare, e l'atmosfera è quella di una città che ha saputo mantenere la propria identità nonostante i secoli.


Cos'è l'Addizione Erculea?


L'addizione erculea è il nome che gli storici danno all'espansione della città voluta da Ercole I d'Este a partire dal 1492. L'architetto incaricato fu Biagio Rossetti, che progettò un'estensione urbana di oltre 100 ettari: all'epoca fu il più grande intervento urbanistico pianificato del Rinascimento italiano.

L'asse portante del nuovo quartiere è il Corso Ercole I d'Este, una strada larga e diritta che parte dal Castello Estense e conduce fino alle mura. Affiancato da palazzi nobiliari e giardini, questo corso è ancora oggi uno dei più eleganti della città e offre prospettive architettoniche di rara bellezza. Passeggiandoci al tramonto, quando la luce radente esalta i colori caldi dei mattoni ferraresi, si capisce perché gli umanisti rinascimentali chiamavano Ferrara "la prima città moderna d'Europa".


Perché Ferrara è chiamata la “città delle biciclette”?


Visitare Ferrara in Bici


Ferrara è considerata una delle città italiane più bike-friendly per densità di piste ciclabili e numero di biciclette per abitante, grazie a un territorio completamente pianeggiante e a una rete di oltre 150 km di ciclovie urbane. Agli ingressi della città trovi cartelli con la dicitura “Ferrara città delle biciclette”, che richiamano sia il riconoscimento UNESCO del centro storico, sia l’adesione alla rete europea delle città amiche della bici.

Pedalare qui è semplice e intuitivo: gran parte del centro è zona a traffico limitato o con velocità ridotte, con percorsi ciclabili che collegano monumenti, quartieri e aree verdi in un unico grande circuito. La bici diventa così non solo un mezzo di trasporto, ma il modo più naturale di vivere Ferrara, spostandoti in pochi minuti dal Castello Estense alle Mura, fino ai viali rinascimentali dell’Addizione Erculea.

Un altro punto a favore per chi viaggia su due ruote è il collegamento con le grandi ciclovie nazionali ed europee: da Ferrara puoi imboccare la ciclovia del Po e attraversare il Delta, oppure entrare nei tratti italiani dell’EuroVelo 8, che collega la costa mediterranea. Questo rende la città una base ideale per chi vuole combinare un weekend urbano con escursioni giornaliere in bici nella campagna ferrarese o verso il mare.


Il Castello Estense, la fortezza che racconta Ferrara


Simbolo di Ferrara


Se c'è un simbolo di Ferrara, quello è il Castello Estense. Questa fortezza medievale si erge nel cuore della città con i suoi quattro torrioni merlati, circondata da un fossato alimentato dalle acque del Volano. Costruito nel 1385 per volere di Niccolò II d'Este in risposta a una rivolta popolare, il castello fu la residenza della famiglia Este per oltre due secoli, diventando uno dei centri culturali più importanti d'Italia.

Gli Este erano mecenati di primo livello: alla loro corte gravitarono Ludovico Ariosto, autore dell'Orlando Furioso, il poeta Torquato Tasso, il pittore Cosmè Tura e molti altri artisti e intellettuali del Rinascimento. Ferrara fu, durante il XV e XVI secolo, una delle capitali culturali d'Europa, rivaleggiando con Firenze, Milano e Venezia.

Oggi il castello è visitabile e offre un percorso interno affascinante che comprende le cucine ducali, la sala dei Giochi, la cappella di Renata di Francia e — in un contrasto inquietante con il lusso delle sale di sopra — le prigioni sotterranee, dove vennero imprigionati Parisina Malatesta e Ugo d'Este, la nuora e il figliastro del marchese Niccolò III, condannati a morte per una relazione amorosa nel 1425.

Prima ancora di entrare, vale la pena compiere un giro completo intorno al castello. Il fossato è ancora pieno d'acqua — una rarità per le fortezze italiane — e dalla passerella si godono viste eccezionali sulle torri riflesse nell'acqua. Di sera, quando il castello è illuminato, lo spettacolo è particolarmente suggestivo.

I ferraresi amano trascorrere il tempo libero attorno al castello: ci sono caffè all'aperto, bancarelle e, in estate, manifestazioni culturali e concerti. Il fossato è diventato negli anni un luogo di incontro e socialità che racconta molto della vita cittadina ferrarese.

Se visiti il castello nella stagione estiva, verifica il programma degli eventi in calendario. Spesso vengono organizzate visite serali speciali, rievocazioni storiche o spettacoli che permettono di vivere gli ambienti in modo completamente diverso rispetto alla visita diurna standard.



I palazzi estensi: arte e storia nelle dimore nobiliari


Ferrara è costellata di palazzi nobiliari che un tempo appartenevano all'aristocrazia estense e che oggi ospitano musei, università o istituzioni culturali. Ecco i principali da non perdere.


Palazzo dei Diamanti


Palazzo rinascimentale a Ferrara


Il Palazzo dei Diamanti è l'edificio rinascimentale più celebre di Ferrara e uno dei più fotografati d'Italia. Il suo nome deriva dall'incredibile rivestimento marmoreo della facciata: 8.500 blocchi di marmo scolpiti a forma di diamante a punta di intaglio che, a seconda dell'angolazione della luce, sembrano brillare come gemme preziose. L'effetto ottico che producono, con le facce che sembrano ruotare al passare dell'osservatore, è ancora oggi fonte di meraviglia e studio per architetti e ingegneri.

L'edificio fu progettato da Biagio Rossetti per Sigismondo d'Este alla fine del Quattrocento. Oggi ospita la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, che contiene una collezione permanente di opere d'arte dal Medioevo all'Ottocento con particolare attenzione alla pittura ferrarese del Rinascimento: Cosmè Tura, Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti — i pittori della cosiddetta "scuola ferrarese" — sono rappresentati con opere di altissima qualità.

Il palazzo ospita anche mostre temporanee di livello internazionale, che attirano visitatori da tutta Italia e dall'estero. Prima di partire, vale la pena verificare quale esposizione è in programma durante il tuo soggiorno: potrebbe essere un'occasione imperdibile.


Palazzo Schifanoia e il Salone dei Mesi


Delizie Estensi


Il nome "Schifanoia" deriva dall'espressione dialettale "schivar la noia" — fuggire la noia — e racconta perfettamente la funzione originale di questo palazzo: era la villa di delizie degli Este, il luogo dove la corte si ritirava per divertirsi lontano dagli impegni politici.

L'attrazione principale di Palazzo Schifanoia è il Salone dei Mesi, un ambiente al primo piano interamente affrescato con un ciclo pittorico del XV secolo di straordinaria complessità iconografica.

Il ciclo era composto originariamente da 12 riquadri — uno per ogni mese dell'anno — suddivisi in tre registri sovrapposti: in basso le attività tipiche del mese e scene cortesi, al centro le divinità astrali associate al mese secondo la tradizione classica, in alto i trionfi degli dei dell'Olimpo. Oggi sopravvivono solo 9 mesi, ma sono sufficienti per comprendere la grandiosità del progetto.

Gli affreschi furono realizzati da Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti e altri pittori della corte estense tra il 1468 e il 1470. Sono considerati uno dei documenti iconografici più importanti del Rinascimento italiano: ci mostrano la vita quotidiana, le cerimonie, i mestieri e i piaceri di un'epoca lontana con una vividezza che non ha eguali.

Le delizie estensi sono le residenze rinascimentali che risalgono al periodo del Ducato di Ferrara: furono fatte costruire dalla casata d'Este e sono anch'esse riconosciute dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità, assieme al delta del Po, un motivo ulteriore per organizzare una visita a Ferrara.



Casa Romei e Palazzo Massari



Casa Romei è uno dei rari esempi di dimora borghese rinascimentale conservata quasi intatta. Costruita da Giovanni Romei, mercante arricchito che aveva sposato una parente degli Este, la casa mostra come viveva l'alta borghesia ferrarese nel Quattrocento: cortili con loggiati, affreschi alle pareti, arredi originali. È un luogo raccolto e silenzioso, lontano dai circuiti turistici di massa, perfetto per chi vuole capire la vita quotidiana del Rinascimento.

Palazzo Massari è invece il polo dei musei civici di arte moderna e contemporanea, che include il Museo Giovanni Boldini — dedicato al grande ritrattista ferrarese amato dalla bella epoque parigina — e il Museo dell'Ottocento. Boldini è spesso considerato uno dei pittori italiani più importanti del XIX secolo, ma è stranamente poco noto in Italia rispetto alla fama internazionale che aveva in vita: una visita al suo museo è sempre una rivelazione.


Via delle Volte, il medioevo sospeso


Cosa Vedere a Ferrara


Via delle Volte è una delle strade più suggestive e riconoscibili di Ferrara, un lungo corridoio medievale fatto di archi e passaggi sospesi che uniscono gli edifici ai due lati della via. In epoca medievale questi collegamenti servivano per creare passaggi coperti e funzionali tra le case e i magazzini affacciati sul corso dell’antico fiume, che attraversava Ferrara.

Oggi Via delle Volte è un luogo perfetto per una passeggiata lenta, soprattutto al tramonto, quando la luce sottolinea le texture dei mattoni e le prospettive degli archi che si susseguono. È anche uno dei punti dove percepisci meglio il contrasto tra il volto medievale della città e quello rinascimentale, più arioso e lineare.

La via è percorribile anche in bicicletta, ma il fondo non sempre è perfetto e, nelle ore di maggiore afflusso, è più prudente procedere a mano, sia per godersi l’atmosfera sia per rispettare pedoni e residenti. Se vuoi scattare foto meno affollate, prova a passare al mattino presto o nelle stagioni di bassa affluenza turistica.


La cattedrale di San Giorgio e Piazza Trento e Trieste, il salotto della città


Duomo di Ferrara


Di fronte al Municipio sorge la Cattedrale di San Giorgio, uno degli edifici sacri più affascinanti dell'Emilia-Romagna. Costruita a partire dal 1135, la cattedrale presenta una facciata a tre livelli che mescola magistralmente elementi romanici e gotici: nella parte inferiore troviamo il portale centrale con il magnifico Giudizio Universale, nella parte superiore logge gotiche slanciate verso il cielo.

La facciata è realizzata in marmo bianco e rosa con inserti in marmo verde, una combinazione cromatica che richiama le cattedrali toscane ma con un sapore tutto emiliano. Sul lato destro della cattedrale si trova il Museo della Cattedrale, che ospita alcune delle opere d'arte più preziose della città, tra cui i pannelli delle ante d'organo dipinti da Cosmè Tura raffiguranti San Giorgio e l'Annunciazione: sono capolavori assoluti del Rinascimento ferrarese, da non perdere assolutamente.

All'interno, la cattedrale è stata parzialmente rimaneggiata nel periodo barocco, ma conserva ancora elementi originali di grande interesse. Particolarmente bello è il marmoreo Girone dei Mesi sulla facciata, dove ogni mese è rappresentato da un'attività caratteristica dell'anno agricolo medievale: un documento visivo di straordinaria importanza storica.

Sul fianco destro della cattedrale si trova la Loggia dei Merciai (nota anche come Loggia dei Mercanti), un porticato trecentesco che un tempo ospitava le botteghe degli artigiani. Oggi i portici sono occupati da negozi e caffè, ma la struttura archittetonica è perfettamente conservata e offre un riparo gradevole nelle giornate di pioggia.

Il campanile della cattedrale, costruito nel Quattrocento, è uno degli elementi più iconici del panorama urbano ferrarese. Nei piani alti è ospitato un piccolo museo campanario con antiche campane. Salire in cima — quando possibile durante aperture speciali — regala una vista privilegiata sul centro storico e sulle torri del Castello.


Itinerario a piedi a Ferrara

Il quartiere ebraico: storia, silenzio e memoria


Se non vuoi limitarti alle mete convenzionali, suggeriamo di prevedere una tappa anche nel ghetto ebraico di Ferrara. Questo ghetto è uno dei meglio conservati d'Italia e racconta una storia millenaria di convivenza, cultura e tragedia che merita di essere conosciuta.

Gli ebrei erano presenti a Ferrara già dall'XI secolo, ma fu sotto la signoria degli Este che la comunità raggiunse il suo massimo splendore. I duchi estensi erano signori tolleranti — almeno per i parametri dell'epoca — e la loro corte accolse ebrei provenienti da tutta Europa, inclusi i sefarditi espulsi dalla Spagna nel 1492. 

Ferrara divenne uno dei centri culturali ebraici più importanti d'Europa: qui si stampavano libri in ebraico, si studiava la Cabala, si traducevano testi scientifici.

Il ghetto fu istituito nel 1627, dopo che Ferrara era già passata sotto il controllo dello Stato Pontificio (1598). Con la fine del dominio estense, iniziò un periodo di progressiva emarginazione per la comunità ebraica, che però rimase numericamente significativa e culturalmente attiva fino alla Seconda Guerra Mondiale.

La deportazione degli ebrei ferraresi nel 1943-1944 fu una delle pagine più buie della storia cittadina. Giorgio Bassani — uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento, autore de "Il Giardino dei Finzi-Contini" — era ebreo ferrarese e ha raccontato in modo commovente la vita della comunità ebraica della sua città e la tragedia della persecuzione.

Le vie del ghetto — via Mazzini, via Vignatagliata, vicolo Torcicoda — hanno ancora l'aspetto di un tempo: strette, silenziose, con case alte che si avvicinano tanto da sfiorarsi ai piani superiori. Passeggiare in questo dedalo di viuzze è un'esperienza quasi surreale, come se il tempo si fosse fermato.

In via Mazzini si trovano tre sinagoghe storiche: la Sinagoga Italiana, la Sinagoga Tedesca e la Sinagoga Fanese, accorpate in un unico edificio di tre piani. Due di esse sono visitabili nel quadro delle aperture organizzate dalla comunità ebraica e offrono un'occasione unica per comprendere la ricchezza della tradizione liturgica ebraica e la storia della comunità locale.

Il Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) si trova nel quartiere ed è uno dei punti di riferimento culturali più importanti di Ferrara. Inaugurato in modo progressivo a partire dal 2017, il museo è ospitato nell'ex carcere cittadino e racconta la storia degli ebrei italiani dall'antichità ai giorni nostri con un allestimento moderno e coinvolgente. È una visita che consigliamo a tutti, non solo a chi ha interesse specifico per la storia ebraica: il MEIS parla di identità, convivenza, memoria, e lo fa con grande intelligenza e rispetto.

A completare l'itinerario, una visita al cimitero ebraico monumentale di via delle Vigne è doverosa: è uno dei più grandi e meglio conservati d'Italia, con lapidi di ogni epoca che raccontano secoli di storia comunitaria. Lì riposano anche i Finzi-Contini del romanzo di Bassani, o almeno i loro fantasmi letterari.


La Certosa, il cimitero monumentale di Ferrara


Cimitero Monumentale di Ferrara


La Certosa di Ferrara è uno degli esempi più belli di architettura certosina in Emilia-Romagna. Fondata nel 1452, la certosa fu soppressa con le leggi napoleoniche e trasformata in cimitero monumentale agli inizi dell'Ottocento. Oggi è ancora in funzione come cimitero, ma il complesso architettonico originale — chiostri, portici, cappelle — è perfettamente conservato e visitabile.

Passeggiare tra i chiostri della Certosa è un'esperienza di pace e bellezza insolita. Le lapidi storiche, i monumenti funebri dell'Ottocento, i giardini curati creano un ambiente malinconico ma affascinante. La facciata rinascimentale con il portale di marmo è uno dei capolavori architettonici della città.


Cosa mangiare a Ferrara di tipico


Specialità gastronomiche ferraresi


Ferrara ha una tradizione gastronomica ricchissima, profondamente diversa anche da quella delle città vicine. La cucina ferrarese è stata a lungo considerata "la cucina di corte" per eccellenza: elaborata, raffinata, con abbinamenti insoliti e tecniche di lavorazione particolari ereditate dalla tradizione estense.

La salama da sugo è il piatto simbolo di Ferrara, talmente identitario da aver ottenuto il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta). Si tratta di un insaccato di carne di maiale macinata grossolanamente, mista a frattaglie (fegato, lingua, cuore), speziata con noce moscata, cannella, chiodi di garofano e vino rosso, insaccata nella vescica del maiale e stagionata per almeno un anno (spesso due o tre anni).

È un piatto autunnale e invernale, non adatto agli stomaci delicati, ma assolutamente imperdibile per chi vuole fare un'esperienza gastronomica autentica.

Riguardo i dolci, il pampepato (o pampapato) è il dolce natalizio per eccellenza di Ferrara: un pane speziato a base di pepe nero, cacao, canditi, miele e frutta secca, glassato al cioccolato fondente. Nonostante il nome suggerisca un dolce di Natale, si trova nelle pasticcerie ferraresi tutto l'anno, e il suo gusto speziato e intenso può risultare sorprendente al primo assaggio ma è assolutamente indimenticabile.

Il torrone di Ferrara è diverso da quelli più famosi: è morbido, con mandorle tostate e profumato all'arancia o al bergamotto. Le pasticcerie storiche del centro ne propongono diverse varianti artigianali. Tra i dolci da forno, vale la pena assaggiare anche la torta degli Addobbi e la brazadela, ciambelle tipiche che si trovano principalmente nelle feste di quartiere e nelle sagre.


Quando andare a Ferrara


La primavera (aprile-giugno) e l'autunno (settembre-ottobre) sono i periodi migliori per visitare Ferrara. Il clima è mite, i colori della natura sono meravigliosi, i turisti sono meno numerosi rispetto all'estate e la città vive la sua vita quotidiana senza le pressioni della stagione turistica intensa.

L'estate può essere molto calda e umida, tipicamente emiliana: le temperature superano spesso i 35°C e l'afa può essere opprimente. 

Se scegli di venire in estate, organizza le visite nelle ore fresche — mattina presto o tardo pomeriggio — e rifugiati nei musei durante le ore centrali della giornata.

L'inverno è freddo e spesso nebbioso: la pianura padana è famosa per le nebbie fitte di novembre e dicembre. Ma c'è anche un fascino particolare nel vedere Ferrara avvolta nella nebbia, con il Castello che emerge dalla foschia come un miraggio. I mercatini di Natale e la pampepata nelle pasticcerie compensano ampiamente il freddo.

Ferrara è una città che va vissuta lentamente, possibilmente in sella a una bicicletta, lasciandosi guidare dalla curiosità da un vicolo all'altro, da un palazzo all'altro, da un piatto all'altro. Parti con Itabus e visitala seguendo i nostri consigli, lasciati conquistare da Ferrara.

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